Acquate in festa

Il 31 ottobre 2021 è il ritorno di Maria Ripamonti alla sua nativa Chiesa parrocchiale. Con la Superiora generale e abbiamo accompagnato l’urna contenente la reliquia della beata Lucia. Al nostro arrivo i volontari di Acquate erano in fermento per la preparazione: chi per il compito dell’accoglienza, chi della distribuzione dei libretti per la solenne funzione; i cantori erano impegnati nelle ultime prove, pronti i chierichetti nel loro servizio e il fotografo nello scatto di foto da tramandare a chi non può essere presente: tutto si è compiuto con profonda e manifesta gioia nei cuori. La processione giungeva al presbiterio, accompagnata dal suono e dal canto dell’inno composto e musicato da Rech Mirko, un giovane di Acquate: Suor Lucia, nostra grande sorella, pellegrina della nostra terra…Hai vissuto con cuore ardente, manda la fiamma che ci sia da guida ogni istante della nostra vita. Terminata la S. Messa, la processione si è avviata verso l’altare della Madonna; l’urna, un blocco di marmo bardiglio cinerino, mette in evidenza due mani che accolgono un dono prezioso e custodiscono un tesoro, che viene collocato nel posto preparato; tra gli orpelli occhieggia la cassetta dorata contenente l’ioide della Beata, piccolo osso che trova sede nel collo. La lastra d’argento, a motivi geometrici, sintetizza il legame di Acquate con la Beata Lucia e con la nostra Famiglia religiosa. Molti fedeli in preghiera hanno deposto le richieste custodite nel cuore. Tutto parla di sereno desiderio di bene e di bontà nell’aiuto solidale. Prima di lasciare questa parrocchia, che rimane in attesa dell’effige della beata, un gruppo di persone è salito alla grotta dell’Immacolata, luogo assai caro e frequentemente visitato dalla giovane Maria Ripamonti: forse proprio qui ella chiese luce per discernere il piano di Dio sulla sua vita e la forza per poterlo attuare.
Il 14 gennaio 2022 si è conclusa l’attesa. Alla sua casa-chiesa-parrocchia abbiamo “aggiunto” il quadro-immagine della beata Lucia collocandolo a fianco dell’altare dell’Immacolata. Quell’immagine dirà ai devoti che lì è nata e vissuta una “Santa”!

Auguri di Natale

La lunga attesa dei secoli, rischiarata dagli annunci dei profeti,
trova compimento nell’Incarnazione del Verbo.
Attraverso il “sì” di Maria e di Giuseppe, obbedienti all’annuncio dell’Angelo,
il Figlio di Dio venne ad abitare in mezzo a noi, pieno di grazia e di verità (Gv 1,14).
Anche oggi, al desiderio della nostra umanità assetata
di giustizia, pace e fratellanza, di guarigione, salute e salvezza,
risponde un Dio, fattosi Bambino nel grembo di una donna.
In questo Santo Natale alziamo fiduciosi lo sguardo,
contempliamo l’infinito Mistero: un reticolato,
ma trapunto di Luce, ci illumina e guida con la Stella amica.
All’orizzonte Cristo Gesù nasce e anche noi rinasciamo,
cooperando, ovunque siamo, all’avvento della Vita.
È questo il mio augurio per un autentico e lieto Natale nei cuori.

Suor Gabriella Tettamanzi
Superiora generale
e Suo Consiglio

Festa di Santa Maria Crocifissa Di Rosa

Il 15 dicembre la Famiglia religiosa delle Ancelle della Carità fa memoria di Santa Maria Crocifissa. Questa festa è preparata da un triduo i cui orari si possono consultare sulla locandina allegata.

La Cappella che custodisce le spoglie di Santa Maria Crocifissa è aperta dalle 9.00 alle 11.00 del mattino e dalle 15.00 alle 17.00 del pomeriggio. In questo santuario si trovano pure le spoglie di suor Lucia Ripamonti da poco tempo proclamata beata.
Ogni fedele può affidare a queste due sante la preghiera e ciò che sta più loro a cuore.

La celebrazione del 15 dicembre delle ore 18.30h si può seguire sul canale Youtube La Voce Del Popolo:

https://www.youtube.com/watch?v=4Wc7zGz228Y

Beatificazione di suor Lucia – Sabato 23/10

Vendersi alla carità significa rinunciare liberamente a tutto e per suor Lucia, questa rinuncia, promessa attraverso i voti di castità, povertà e obbedienza, diventa sempre più radicale, fino a non avere più nulla. Ha lasciato il tutto per il Tutto e ha trovato tutto.

Madre Eugenia Menni, IX Superiora Generale, che ha conosciuto la Beata, scriveva: “Suor Lucia possedeva limpidezza di mente e candore di cuore. Era veramente donata al Signore. Il suo atteggiamento era costantemente riservato e modesto, il suo modo di agire, il suo parlare ispirava pensieri sereni e puri”.

Tutta la sua vita è stata un’offerta continua al Signore per la conversione dei peccatori. L’8 settembre 1953, con il consenso dei superiori e nella mani del confessore, Suor Lucia emette il voto di “vittima” per quanti rifiutano la grazia e sono lontani da Dio.

Ammalatasi vive gli ultimi mesi in pieno abbandono al Signore e in una continua offerta.  Il 4 luglio 1954 muore. Le sue ultime parole sono state: “ho vissuto tenendo sempre gli occhi fissi in Dio”.

Intenzione di Preghiera: Signore Gesù, per intercessione di Suor Lucia, ti chiediamo la conversione del cuore di quanti si sono chiusi alla Grazia e vivono come se tu non esistessi. In particolare ti preghiamo per la gioventù.

La settimana di luce – Venerdì 22/10

Venerdì 22 ottobre

La carità di Suor Lucia è fatta anche di generosità coraggiosa. Durante la seconda guerra mondiale, anche sotto i bombardamenti, si sposta  per portare viveri a chi non ha niente da mangiare: tutto  avviene con semplicità e gentilezza, accompagnato da un bel sorriso che dona pace e serenità.

Grazie ricevute: Il Signore ha concesso grazie di pace in famiglia, la pace nei luoghi di lavoro, la pace del cuore, la pace tra famiglie, per intercessione di Suor Lucia.   

Intenzione di Preghiera: Signore Gesù, concedi la pace tra le nazioni per intercessione di Suor Lucia.

La settimana di luce – Giovedì 21/10

Giovedì 21 ottobre

La vita di Suor Lucia scorre interamente in Casa Madre a Brescia ed è fatta di un susseguirsi di servizi umili e utili ma anche di incombenze di fiducia. Assiste i sacerdoti che sostano in foresteria quando vengono per la predicazione o per le confessioni: Ella, ha sempre avuto per i ministri di Dio particolari attenzioni, seguendoli spiritualmente con la preghiera e con l’offerta di sé al Signore.

Grazie ricevute: Tante le grazie che il Signore ha concesso ai sacerdoti che si affidano all’intercessione di Suor Lucia. 

Intenzioni di preghiera: Concedi, Signore, ai tuoi ministri, grazie e benedizioni per intercessione di Suor Lucia.

La settimana di luce – Mercoledì 20/10

Mercoledì 20 ottobre

Il 15 ottobre 1932 Maria entra in convento a Casa Madre – Brescia e inizia il suo percorso formativo.  Il 30 ottobre 1935 la sua prima professione: prende il nome di Suor Lucia dell’Immacolata.  Decisa e ferma a vivere una vita vera, fa suo l’augurio che S. Maria Crocifissa aveva fatto ad Angelina Passi: quello di farsi santa. Suor Lucia amava ripetere: “ Voglio farmi santa, presto santa e grande santa”.

Grazie ricevute: A dimostrazione della santità di Suor Lucia, le tante grazie e i miracoli che il Signore concede per sua intercessione.

Intenzione di preghiera: La santità è per tutti; la santità è una vita riuscita. Chiediamo al Signore di concederci, per intercessione di Suor Lucia, la grazia della santità.

La settimana di luce – Martedì 19/10

Martedì 19 ottobre

Maria nel settembre del 1932 incontra ad Acquate una sua concittadina, suor Argentina Ferrari, divenuta Ancella della Carità, che le fa conoscere lo spirito e lo scopo dell’Istituto. Maria è colpita dalle parole della Fondatrice rivolte alle prime Figlie:“ Voi siete vendute alla carità”. Questa frase la trafigge e la fa decidere: ha trovato l’Istituto che cercava.

Grazie ricevute: Tante le grazie che il Signore ha concesso ai religiosi e alle religiose per intercessione di Suor Lucia.  

Intenzioni di preghiera: Preghiamo il Signore, affinché conceda, per intercessione di Suor Lucia, alla Vita consacrata e alla Famiglia religiosa delle Ancelle della Carità una rinnovata primavera nello Spirito e sante vocazioni.

La settimana di luce – Lunedì 18/10

Lunedì 18 ottobre   

Suor Lucia avrebbe desiderato vivere la sua vocazione, non solo fra le pentole e le faccende domestiche, bensì nelle corsie dell’ospedale, eppure accetta umilmente di affidare il suo sì, nel sì di quella carità senza limiti  che tanto l’aveva affascinata e si dispone all’obbedienza.

Grazie ricevute: la passione per la cura degli ammalati le rimane nel cuore. Tante le grazie di guarigione  che il Signore concede per intercessione di Suor Lucia. Ne è la dimostrazione la guarigione della bambina Irene Zanfino, oggi una signora sposata con tre figli e nipoti. È il miracolo che permetterà  la beatificazione di Suor Lucia. 

Intenzione di Preghiera: Signore concedi ai nostri fratelli infermi che ti pregano per intercessione di Suor Lucia, la grazia della guarigione.

La settimana di luce – Domenica 17/10

Domenica 17 ottobre 

Maria Ripamonti ancora giovinetta lascia la scuola e va a lavorare come operaia nella filanda Muller a Germanedo, per contribuire all’economia della famiglia. Nel 1926, a causa di una grave crisi economica che investe tutta l’Italia, Maria perde il lavoro. Ne ritrova un altro nella fabbrica FILE, uno stabilimento di lampadine elettriche alla periferia di Acquate. 

Grazie ricevute: Il Signore ha concesso grazie di trovare un lavoro a quanti chiedevano per intercessione di Suor Lucia.

Intenzione di preghiera: Preghiamo il Signore perché conceda, anche per intercessione di Suor Lucia, una stabilità economica al nostro Paese tale da garantire a ciascun cittadino un posto di lavoro sicuro.

La settimana di luce – Sabato 16/10

Sabato 23 ottobre, alle ore 10.00, nella Cattedrale di Brescia si terrà una solenne Celebrazione con il rito di Beatificazione di Suor Lucia Ripamonti, Ancella della Carità.

Vogliamo far precedere il solenne evento con una settimana di luce di preghiera, a partire da sabato 16 ottobre. Parliamo di luce perché, come tutti i santi anche Suor Lucia è attraversata dalla Luce di Dio. La luce attraversa i santi perché sono puri e mette in risalto tutta la loro bellezza interiore, come i raggi del sole attraversano le vetrate di una cattedrale e ne rivelano tutta la loro bellezza. Ogni giornata sarà un raggio di Luce che Suor Lucia ci donerà.

Sabato 16 ottobre

Maria Ripamonti (poi Suor Lucia) nasce ad Acquate – Lecco il 26 maggio 1909; riceve il Battesimo il 30 maggio. La sua è una famiglia modesta. Orfana di mamma, il papà si risposa e dalla seconda moglie avrà sei figli e Maria aiuta la mamma in casa nelle faccende domestiche e bada ai fratellini. La domenica va a messa; frequenta l’oratorio ed è iscritta all’Azione Cattolica. Fin da piccola sente il forte amore per il Signore e verso Gesù orienterà tutta la sua vita.

Grazie ricevute:  Tante coppie di coniugi che non riuscivano ad avere figli hanno ottenuto dal Signore la grazia di avere bambini per intercessione di Suor Lucia.

Intenzione di Preghiera:  Signore, noi ti chiediamo, per intercessione di Suor Lucia, di concedere a quanti desiderano avere figli, la grazia e la gioia di averli.

Un’Ancella verso la beatificazione

Sabato 23 ottobre, alle ore 10.00, nella Cattedrale di Brescia si terrà la solenne Celebrazione con il rito di Beatificazione di Suor Lucia Ripamonti, Ancella della Carità. La Celebrazione sarà presieduta dal Cardinal Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi.

L’evento sarà preceduto da due eventi in preparazione alla beatificazione attraverso i quali sarà possibile conoscere meglio la figura luminosa di Suor Lucia:
– Sabato 16 ottobre 2021, alle ore 20.30, nel Salone Ferramola in via Moretto 16 (Bs), si terrà un’elevazione spirituale
– Venerdì 22 ottobre 2021, alle ore 20.30 nella Basilica S. Maria delle Grazie (Bs) Preghiera dell’Ora Decima nella vigilia della Beatificazione

In conclusione di questo momento solenne verrà celebrata s. Messa di ringraziamento il giorno 24 ottobre 2021 nella chiesa di S. Lorenzo, via Moretto 55 (Bs), alle ore 18.30, presieduta dal Vescovo della Diocesi di Brescia, Mons. Pierantonio Tremolada

Professione religiosa

La Famiglia religiosa delle Ancelle della Carità annuncia con gioia la Professione temporanea di Nada Delac
e la Professione perpetua di suor Ana Kamalic e di suor Vlatka Topalovic.
La celebrazione avrà luogo sabato, 28 agosto 2021 alle ore 10.30, nella Chiesa dell’Immacolata Vergine Maria in Split (Croazia).

Sarà possibile seguire la Celebrazione in streaming attraverso il canale Youtube Sluzbenice Milosrda

Auguri di Buona e Santa Pasqua

Quel primo giorno dopo il sabato
con timore e gioia grande, alba di vita
per le donne davanti al sepolcro:
Presto, andate a dire ai suoi discepoli: È risuscitato dai morti (Mt 28, 7-8).

Annuncio di risurrezione nel fuoco dello Spirito
al chiaro vespro, il giorno di Pentecoste,
per Pietro davanti a molti fratelli:
Questo Gesù Dio l’ha risuscitato e noi tutti ne siamo testimoni (At 2, 32).

Oggi la Chiesa annuncia il Mistero pasquale,
evento di salvezza per la famiglia umana.

Questa vittoria definitiva su ogni forma di morte
accordi i nostri cuori alla speranza
in scelte capaci, ovunque, di suscitare vita.

Buona Pasqua di Risurrezione!
A lei e a quanti le sono cari.

Suor Gabriella Tettamanzi
Superiora generale
e suo Consiglio 

Come servi gioiosi della speranza,
siamo chiamati ad annunciare il Risorto
con la vita e mediante l’amore.
                                            Papa Francesco

Programma di vita

Il seguente scritto rappresenta un ampio e completo programma di vita religiosa e ascetica per ogni Ancella della Carità. Programma scaturito dalla mente e dal cuore di santa Maria Crocifissa, e dai lei interpretato e vissuto con eroica radicalità. Indirizzato alla contessina Angelina Passi, in risposta alla sua richiesta di essere accolta nell’Istituto, costituisce ancor oggi un vero e proprio progetto di vita individuale e comunitario per un cammino di perfezione nella carità.

 

Brescia, 31 ottobre …

Non posso dire quanta consolazione mi recasse la tua presa risoluzione di renderti religiosa. Sì, quanto volentieri ti vedrò dentro le mura del monastero da te eletto, e quanto benedico e ringrazio quella divina Bontà che, colle celesti illustrazioni alla mente e coi soavi impulsi al cuore ti chiamò allo stato religioso – questo beneficio della vocazione religiosa – che con alto e ammirabile modo tutti gli altri benefici in sé contiene eminentemente.

La religione è una santa Congregazione di persone disingannate che, ritiratesi fuori dal mondo per maggiormente facilitarsi, nella solitudine, coll’esercizio della mortificazione e della carità, l’obbedienza alla volontà di Dio, coi santi voti incatenano il proprio volere ai piedi del Crocifisso e nelle sante regole trovano tanti mezzi di perfezione la più sublime.

Coraggio, dunque, nell’intraprendere con cuore generoso e con umile sentimento di te stessa l’esecuzione del concepito disegno. Vattene presto coll’animo sì compreso di proseguire poi la strada della più sublime perfezione religiosa, sempre faticando per assicurarti colle buone opere la tua vocazione. Gesù Cristo, tuo divino sposo, tuo capitano, precede ad appianarti la strada e a combattere per te.

Prendi, Angelina – ti dice – prendi la tua croce e seguimi. Non hai più di che temere, se Dio stesso ti si esibisce per compagno, per guida e giacché hai deciso di voltare generosamente le spalle al mondo, nel sacro recinto che ti accoglie, devi attendere a divenire una vittima di carità la più perfetta, animata dall’esempio di tante consorelle, che nella sicura vita delle cristiane e religiose virtù s’avanzano a gran passi.

Prendi di buon animo sulle tue spalle quella croce qualunque sia – o interna o esterna – che la divina provvidenza ti verrà destinando e allegramente soffri per amore di Gesù Cristo ogni sorta di avversità e di tribolazione che è un dolce e lieto patire, il patire per chi tanto ha sofferto per te. Felici travagli – diceva Santa Teresa – perché in questa vita vengono sì abbondantemente pagati.

Lungi perciò dal tuo cuore ogni tristezza e renditi abituale una certa alacrità di mente e di spirito in tutte le azioni del tuo vivere religioso.

Sia la tua povertà – che verrai a praticare – vera, cioè reale, d’affetto e di intenzione. consolati ogni volta che il Signore ti regalasse l’occasione di sentire qualche conseguenza della povertà. Il tuo cuore poi se ne stia sempre lontano da qualunque affetto ai beni della terra e ai comodi della vita e ricordati d’andar molto cauta nel prendere in ciò licenze. Oh, di quanti tesori è fecondo lo spirito di povertà!

Vivi cauta, circospetta e ben mortificata per poterti mantenere fedele a Dio: anche nelle cose più minute risplenda la fedeltà di casta sua sposa, e l’illibato verginale candore che ti distingue per sua. In tutte le azioni importa assai fare conto delle cose piccole e minute, molto più ciò è necessario in questa virtù chiamata dal Santo di Sales: il giglio delle virtù.

Ti stia a cuore soprattutto la virtù dell’obbedienza: questa è quella vera e propria virtù dello stato religioso che rende facili tutte le altre e senza la quale tutte le altre sono inutili in un monastero. Questa è quella virtù dello Sposo, nella quale e per la quale Egli ha voluto morire. Questa è la via compendiosa e sicura per arrivare alla perfezione religiosa. Questa, insomma, è il sale che dà molto sapore e gusto a tutte le nostre azioni e le rende meritorie di vita eterna.

Angelina, gran bene è per un’anima il non sortire mai dai confini dell’obbedienza, mentre da questa dipende il profitto nelle virtù e la sicurezza di non sbagliare nel cammino. Non vi è strada che conduca più presto alla perfezione, dell’obbedienza.

La tua sollecitudine ti renda vigilante  per l’osservanza di tutte le sante regole, facendo risplendere una grande esattezza anche nelle più piccole cose. Guardati dal lasciarti ingannare o dal demonio o dall’amor proprio, dal considerare alcuna per cosa leggera, di poca o nessuna importanza. Guai ad una religiosa che comincia a rilassarsi in alcune cose, che sembrano di poca importanza! E se talora il rigore delle regole sembrasse aspro e difficile, se ne deve attribuire la colpa a mancamento di spirito.

Quando si mantiene lo spirito , tutto si sopporta con soavità e allegrezza. Devi poi anche riguardare per uno dei doveri più indispensabili dell’Istituto che hai scelto il tenere sempre i tuoi sentimenti soggetti allo spirito. Ricordati che devi considerarti come morta a tutto, non cercare la conversazione delle creature se desideri il raccoglimento e l’unione  con Dio. Non può stare la solitudine religiosa colla distrazione mondana; e quella religiosa che non ama il ritiro, non ama la sua sicurezza.

Angelina, abbi somma premura di bene indirizzare le tue azioni al puro fine di piacere a Dio e di dargli gloria.

E con orrore fuggi quelle azioni che sono regolate da fini terreni e da mondane affezioni.

Il tuo esterno corrisponda sempre al tuo interno, perché quel Dio che penetra i disegni del tuo spirito e del tuo cuore discopre anche l’intimo delle tue intenzioni.

Angelina, non ti posso dire quanto poi ti desidero impegnata per la santa orazione, essendo tanto necessaria per sostenere l’anima e nutrirla, come necessario si rende il cibo per il sostentamento del corpo.

Angelina, nell’orazione Dio vi ha posto tutti quei beni di quali abbiamo bisogno e se tanto sospiriamo in mezzo alle nostre debolezze e aridità, siamo colpevoli per mancanza di orazione.

La santa carità leghi sempre il tuo cuore con quello di tutte le Consorelle, e la carità componga un cuor solo ed un’anima sola. Trionfi sempre il compatimento.

Entra nella santa casa, dove Dio ti chiama, senza portarvi desiderio di cariche, di onori, di preminenze, ma sempre mantieniti con bassa stima di te stessa, riconoscendoti indegna di abitare in quel chiostro, dove il Signore ti chiamò. Credi sempre l’opinione delle altre migliore della tua. La santa carità, senza la quale tutte le altre virtù non hanno valore, non sia mai in te oziosa, ma sempre operativa e compagna di tute le tue azioni, di tutti i tuoi pensieri, di tutti i tuoi discorsi, indirizzando il tutto a puro fine di piacere a Dio. il vero amante per tutto ama e sempre si ricorda dell’amato.

Angelina, sia tuo impegno che questa virtù produca frutti copiosi, né mai ti stanchi dall’operare e non misuri la grandezza delle opere con le difficoltà che vi si incontrano, ma con la grandezza delle fervide tue brame, per cui ti renda superiore a qualunque difficoltà e a tutto soffrire piuttosto che mancare. e dirai sempre a te stessa: “Angelina! Sei venuta in religione per patire, faticare e farti santa”.

Incomincia sempre il giorno con una lena particolare di passarlo santamente. Dio che  ti sta guardando enumera i tuoi passi, i tuoi sospiri; ti veda sempre umile, paziente, mansueta, docile, di buon umore. Alla vera religiosa si vede nel volto l’allegrezza modesta e tranquilla, esce dalle sue labbra un parlare schietto e sincero, traspira dal suo cuore un amore puro e sublime e le stesse afflizioni hanno tali conforti che non hanno di afflizione che il nome; regge le sue azioni la grazia e non  la natura.

Lo studierai bene il carattere della vera religiosa per ricopiarlo in te stessa. Ricordati che giova molto nel cammino  della perfezione di farsi animo a cose grandi e guardarsi dall’avvilimento.

Iddio nei tuoi quotidiani difetti ti vuole vedere umiliata, ma non avvilita.

Non perderti mai di spirito, ma tutto spera da quella divina bontà che ti chiamò dal secolo alla religione, che vorrà compiere l’opera cominciata, guidandoti con i suoi lumi e sostenendoti con i suoi aiuti a conseguire il fine per cui ti ha chiamata, cioè di formare in te il modello di una grande virtù e di una santità la più sublime.

Presto Angelina, a far quel passo che ti nasconde agli occhi del mondo e che ti introduce ove il tuo Dio ti aspetta, per versare in te i tesori delle sue benedizioni e trovare in te la sua più cara compiacenza vedendoti sempre elevata in Dio, rapita in Dio, nella fatica e nel riposo, nel digiuno e nella refezione, nello sguardo, nel gesto e nel respiro.

La tua mente non pensi che a Dio, il tuo cuore non ami che Dio e la sua volontà, non voglia che il maggior gusto di Dio, la tua vita sia più celeste che terrena; e nelle tue fatiche e nelle tue conversazioni con Dio, ricordati anche di chi – con i più sinceri sentimenti di compiacenza per la tua scelta – si presta.

      Paola Di Rosa della Congregazione di Brescia

 

 

 

 

Sono a pregarvi di una grazia

Questa lettera, inviata al padre, cav. Clemente Di Rosa, nella circostanza decisiva della sua scelta vocazionale, che si traduce nel servizio incondizionato alle colerose, rivela già quale sarà il carisma di Paolina.

 


 

Brescia, 21 giugno 1836

Carissimo Papà.

Sono a pregarvi d’una grazia. Ve la chiedo in iscritto, non per mancanza di confidenza a parlarvi; ma perchè non mi si chiudano le parole fra le labbra con una vostra pronta negativa.

Sì, la grazia che vorrei da voi, ve la chiedo per amor di Gesù Cristo. Non me la negate. Il mio vivissimo desiderio sarebbe d’approfittare del mezzo che Iddio mi dà d’aprirmi il Paradiso col praticare l’atto di carità in assistere all’Ospedale le povere colerose. Lasciate che mi dedichi al servizio di queste povere infelici. Voi fate al Signore il sacrificio della vostra Paolina; io il farò della mia vita. Riflettete, caro il mio Papà, che se voi mi deste una negativa e che fossi presa dal colera in casa e venissi a morire, avreste rimorso d’avermi sottratto l’ingresso in cielo. Vorrete voi negarmi questa grazia? Ah, no! Quel Dio che ha ispirato me, ispirerà ancor voi. Non consultate né la carne, né il sangue, ma la religione sola.

Non apporterò alcun danno alla famiglia, perchè vi ho riflesso e prenderò tutte le misure che la prudenza suggerisce. Di queste ve ne parlerò a viva voce.

Vostra aff.ma obbl.ma  figlia

Paolina

I tre setacci di Socrate

Mentre Socrate è seduto in una piazza, un uomo gli si avvicina, in preda a visibile eccitazione.
“Buongiorno Socrate, sai cosa ho appena saputo?”
“No” rispose il saggio, “come potrei saperlo?”
L’uomo, impaziente di condividere il suo segreto, si accinge a raccontare la sua storia. Ma Socrate lo interrompe: “Aspetta un momento! Prima di cominciare, puoi dirmi se hai fatto passare ciò che vuoi riferirmi attraverso i tre setacci?”
“I tre setacci?”, chiede l’altro stupito. “No non so di che cosa stai parlando!”
“Il primo setaccio è quello della bontà. Quello che vuoi raccontarmi è una cosa buona?”
“Ebbene, non ci avevo pensato. Aspetta… no, non credo che si possa dire che si tratti di una cosa buona”.
“Allora, continua il filosofo, se non è una cosa buona, l’hai almeno fatta passare per il secondo setaccio, quello della verità? Quello che vuoi dirmi è vero?”
“Devo confessare che non ne sono sicuro”, rispose l’altro sempre più imbarazzato. “L’ho saputo da un amico che l’ha sentito anche lui da…”
“Quindi non sai se è vero “.
“No, per dirla sinceramente, non ne so nulla”. Socrate allora continua: “Se quello che vuoi dirmi non è una cosa buona, né sicuramente vera, almeno passa attraverso il terzo setaccio: è utile che io venga a saperla?”
“Insomma, non credo che sia davvero utile”, rispose l’altro, a disagio.
“Allora ascolta! Se quello che vuoi dirmi non è una cosa buona, né vera, né utile, preferisco non ascoltarla”.