powered by FreeFind

Suore
Ancelle della Carità di Santa Maria Crocifissa Di Rosa


Via Moretto, 33
25122 BRESCIA  
Tel. 030 3772581   
Fax 030 292084   

Inviaci un E-Mail

Madre Lucilla Benedetti

Nasce a Mezzotedesco, oggi Mezzolombardo (Trento) il 6 novembre 1882 e muore nell’infermeria della Casa Provincializia delle Ancelle della Carità a Mantova, il 26 aprile 1966. Adele Maria ha la gioia di vivere dai genitori cristiani Michele Benedetti e Josefa Bertol, persone oneste e laboriose amanti della musica e dell’arte. Riceve i sacramenti dell’iniziazione cristiana seguita con amore dai parenti: il 7 novembre il battesimo nella sua parrocchia, il 9 giugno 1889 la Cresima nel duomo di Trento. Il 19 agosto 1901 entra nella Casa Madre delle Ancelle della Carità di Brescia e il 26 agosto 1902 fa la sua vestizione religiosa; presta il suo servizio all’Asilo San Giuseppe accanto a Casa Madre, dimostrando la sua apertura verso i piccoli e la capacità di ascolto dei loro genitori. Il 6 novembre 1905 emette la Professione e assume il nome di Lucilla. Nel 1909 è nominata Superiora a Gaino (Brescia); vi resta fino al 1932, quando assume la responsabilità della Comunità di Villanuova sul Clisi (Brescia), fino al 1935. L’obbedienza chiama questa Ancella umile e operosa apostola di carità a Barbarano sul lago di Garda e contemporaneamente a Villanuova (Brescia), fino al 1937, quando il Signore l’aspetta, ancora come responsabile, nella comunità delle scuole elementari di Bussolengo, Verona dove rimane fino al 1961. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, fa fronte all’emergenza riscontrata in vari paesi del veronese aprendo l’Istituto San Giuseppe per le orfane e le fanciulle povere, in stretta amicizia con il Beato Giovanni Calabria e don Lucillo, apostolo della Medaglia miracolosa dell’Immacolata Concezione. La vita di Madre Lucilla è un crescendo di opere sante, un’irradiazione della ricchezza della sua vita profondamente interiore radicata sui valori cristiani, sul FIAT di Maria a Nazareth, sulla contemplazione di Gesù Crocifisso adorato nell’Eucaristia e servito nei poveri. Le sfumature della sua carità hanno dello straordinario. Alla casa delle suore è un’interrotta processione di persone che attendono per lunghe ore di vederla, d’intrattenersi con lei, di avere un consiglio, un aiuto. Apostola soprattutto della famiglia, della buona stampa, dei giovani sposi che forma secondo i principi evangelici e sostiene nelle difficoltà della vita, degli ammalati, dei sacerdoti e dei seminaristi, dei poveri, delle giovani che segue con amore anche quando, anziana, si ritira nella Casa di Riposo di Mantova. Nel 1955 celebra con giubili all’interno della Chiesa dell’Istituto San Giuseppe i suoi Cinquant’anni di vita religiosa, ringraziando Dio dei doni che le ha concesso con continue adorazioni notturne presso il tabernacolo. Il 26 aprile 1966, muore cantando il “magnificat”, nella casa Provinciale di Mantova, a 83 anni, in concetto di santità. Le sue giovani supplicano i superiori di trasportare le sue spoglie mortali a Bussolengo. I suoi funerali sono un trionfo e durante questi, si verificano delle conversioni. Un Sacerdote la definisce «La stella della sua vocazione». Madre Lucilla riposa in attesa della risurrezione tra la gente di Bussolengo (VR) che l’ha amata e stimata. Sono state raccolte molte testimonianze sulle sue virtù eroiche, conservate nell’Archivio di Casa Madre, e anche parte della corrispondenza che è stata ricuperabile e raccolta in un volume curato da una sua giovane. Per saperne di più: FALCONI P., Presenza profetica. Epistolario di Madre Lucilla Benedetti Ancella della Carità, 1882-1966, Opera Pavoniana, Brescia 2001. Altre pubblicazioni: AZZONI C., Vive in Dio. Madre Lucilla Benedetti, Ancella della Carità, Pavoniana, Brescia Milano 1994; DEL RIO D., L’anima quotidiana, Memoria di Madre Lucilla Benedetti, Ancora, Milano 1996. LETTERA DI MADRE LUCILLA BENEDETTI Ad una giovane suora scrive, nell’ottobre 1962. Mia cara suor Giuseppina, nell’occasione della festa della divina Maternità della Madonna mi permetto di consigliarti, ancora, di continuare ad onorarla ogni mese con la novena dal 16 al 25, nel qual giorno consacrati e abbandonati tutta nel Cuore dolcissimo di Maria servendola con il sorriso nel cuore e sulle labbra in ogni incontro della giornata. Come gradirà tale devozione la Madre nostra cara! Con la divina Maternità ci si presenta il mistero ineffabile dell’Incarnazione. Mistero il più sublime, il più nascosto e il meno onorato, un Dio nel seno d’una Vergine! Madre del mio Signore, sarà bene dire in ogni Ave Maria, abbi pietà di me, di noi, di tutti, è così dolce questa invocazione. Tale incomprensibile Mistero va onorato con uno speciale silenzio. Consoliamo dunque il Cuore Immacolato della Madonna col più accorato silenzio di regola guardandoci dalle mancanze di carità, di umiltà, di leggerezza, gusteremo un vero paradiso. Fanne la prova. Ti prego di un Ave Maria per una grazia che attendo dalla Madonna. Saluta la Madre e tanti cari saluti con l’augurio di quanto la Madonna ti chiede: sii generosa, ti troverai contenta. (Il silenzio è di grande sollievo anche ai defunti, papà e Sorelle nostre). Aff.ma Suor Lucilla Ancella della Carità Ti aggiungo una “massima” importantissima per la vita spirituale, tolta dagli scritti della Bresciana Beata Martinengo: “La parola è dell’uomo, il silenzio è dell’angelo. Dio penetra nelle anime pure che sono silenziose, Ave Maria, sempre! Ama tanto, tanto il silenzio, è la porta della vita interiore, è la scala del Cielo. Oh! Silenzio, gemma nascosta e non conosciuta!”
NEWS


Festa di S. Maria Crocifissa
Brescia, 15 dicembre 2015
Dettagli >>


Il silenzio dell'invidioso fa molto rumore
Convegno, Casa Sant'Antonio 2 giugno 2015
Dettagli >>


La Grande Guerra:il coraggio e la forza delle donne
Le Ancelle della Carità nella grande guerra
Dettagli >>


Mappa del sito