Le Ancelle della Carità e il servizio assistenziale
La presenza delle Ancelle della Carità in ambito socio-assistenziale è multiforme e variegata. Dall’assistenza agli anziani, ai malati psichiatrici, all’accoglienza degli extracomunitari, al reinserimento nella vita sociale di ex carcerate o donne strappate alla strada.
In questi frammenti di umanità che più assomigliano al Cristo, ogni servizio porta la chiara impronta della Carità evangelica, della misericordia, della promozione umana.
La Residenza Sanitaria Assistenziale Paola Di Rosa di Capriano del Colle (BS)
L’undici gennaio 1935 apriva a Capriano del Colle la Casa di Riposo per anziane, in quella che era stata la residenza estiva della famiglia Di Rosa. Le suore realizzarono un’opera consolidatasi e via via ampliatasi fino alle dimensioni attuali.
Oggi la Casa di Riposo di Capriano del Colle continua l’opera meritoria di assistenza per la quale la Superiora Generale della Congregazione, Madre Teresa Pochetti, curò la realizzazione, destinando un’ala del medesimo edificio alla scuola materna pure gestita dalle Suore Ancelle: così la giornata delle anziane e dei bimbi spesso si confonde per le occasioni che li portano a trovarsi insieme.
La RSA attualmente fornisce servizi residenziali, accogliendo 45 anziane di cui 35 non autosufficienti totali e 10 non autosufficienti parziali.
E’ rivolta a donne anziane non autosufficienti totali o non autosufficienti parziali, che, per le condizioni psico-fisiche o sociali, non sono idoneamente assistibili a domicilio.
L'ospite viene accolto in uno dei due nuclei funzionali ed omogenei in base alle indicazioni del Direttore Sanitario. Per ogni ospite vengono definiti i Piani assistenziali e Progetti terapeutici riabilitativi individualizzati, grazie ad una valutazione dell’Unità Operativa Interna (UOI). L’unità Operativa Interna, elemento essenziale dell’organizzazione, è un équipe multiprofessionale che si riunisce settimanalmente con compito di:
stilare i Piani di Assistenza;
stilare i Programmi Terapeutici Riabilitativi Individualizzati;
Gli ospiti usufruiscono:
dell’assistenza infermieristica, 24 ore su 24
dell’assistenza medico-geriatrica garantita anche nelle ore notturne e durante i prefestivi e festivi, attraverso apposito servizio di pronta reperibilità medica
della competenza di uno specialista Fisiatra
della presenza di un’ educatore Professionale e di un Animatore che garantiscono lo svolgersi delle attività educativo-animative e occupazionali, le quali, attraverso processi di socializzazione, possono contribuire al benessere psicologico e fisico dell’ospite.
L’attività riabilitativa è garantita da 2 Terapisti della Riabilitazione che sono presenti alternativamente al mattino e al pomeriggio
La Residenza Sanitaria Assistenziale Villa di Salute di Mompiano (BS)
Villa di Salute iniziò la sua attività nel 1886; la prima sede fu in località Taglietto in comune di Castenedolo. Obiettivo dichiarato dell'iniziativa era l'accoglienza e la cura di donne affette da malattie psichiatriche.
La particolare patologia delle ospiti richiedeva, accanto alla specifica terapia medica,la disponibilità di ampi spazi sia all'interno che all'esterno-dell'edificio di ricovero. Per questo motivo l'anno successivo (1887) la Casa di salute per alienate si trasferì a Mompiano in Via Lama per realizzare una migliore sistemazione.
A seguito della promulgazione della Legge 180/78(Legge Basaglia) che introdusse radicali mutamenti nella valutazione e nella terapia delle malattie mentali e che prevedeva che per la maggior parte degli ammalati psichiatrici non era più previsto il ricovero stabilizzato e continuo nelle esistenti strutture chiuse, fu necessario ripensare e ridisegnare l'attività di Villa di Salute.
La struttura fu orientata all'accoglienza e all'assistenza di persone anziane con un particolare riguardo verso gli anziani non autosufficienti considerati i più bisognosi di aiuto perché spesso soli o privi di possibilità di assistenza nell' ambito familiare.
Il nuovo indirizzo comportò la trasformazione in R.S.A. (Residenza Sanitaria Assistenziale)
Nel 1991 fu costituita la Fondazione Paola Di Rosa intesa e pensata come lo strumento più idoneo per realizzare, secondo lo spirito di Paola Di Rosa, interventi di aiuto e di carità fra cui «la promozione di attività caritative, educative, assistenziali e sociali con particolare attenzione all' ambito della assistenza sanitaria».
Alla Fondazione quindi, in piena sintonia con gli scopi per i quali è sorta, venne affidata la gestione di Villa di Salute, le cui finalità sono così enunciate: “La Villa di Salute”, struttura socio-assistenziale con sede in Brescia – Mompiano, via Lama 24 – si propone di offrire assistenza geriatria ed interventi di riabilitazione neuro-motoria, secondo criteri e modalità ispirati ai principi di cristiana solidarietà, nel rispetto della pianificazione socio-assistenziale regionale, a donne anziane autosufficienti, parzialmente non autosufficienti, non autosufficienti, purché non affette da malattie infettive o contagiose, o da disturbi mentali incompatibili con la vita di comunità”
Le Ancelle della Carità e il servizio sociale
Centro di prima accoglienza Casa Gabriella
Dal 1991, a seguito della guerra scoppiata nel Ex Yugoslavia e più precisamente nel Kosovo, l’Istituto ha provveduto all’allestimento di “Casa Gabriella”; questo a seguito del forte sollecito dal parte del Comune di Brescia ad accogliere i tanti profughi che in quel periodo arrivavano a Brescia. Si trattava di bambini con le loro mamme, insediate temporaneamente nel campo nomadi di Via Sostegno in città, provenienti da quei Paesi in guerra. La realtà, in quel preciso momento storico, era quella di una presenza scomoda e mal tollerata dalla cittadinanza, perché tutta questa marea di miserabili, in lungo e in largo girava la città, accattonando per la sopravvivenza, dando un volto poco piacevole a tutto l’insieme cittadino. Si voleva sottrarli allo sguardo dei più…
E’ da dire anche che il Centro di Prima Accoglienza si era attivato per l’emergenza, in attesa che la situazione nel Kosovo e nei Paesi limitrofi migliorasse; ma le vie di Dio non sono le nostre vie, così, giorno dopo giorno, povertà dopo povertà, immigrazione dopo immigrazione, con l’accavallarsi di problemi, siamo giunti al 14 anno di “accoglienza”, con lo sforzo mai disatteso di offrire “una carità di alta soglia”, a persone definite, dal comune linguaggio sociale, “di bassa soglia”.
Ancora una precisazione: il Centro si definisce “casa” col nome di “Gabriella”; figura questa molto cara ad ogni Ancella, poiché sappiamo essere stata la persona più vicina a Paola (poi Sr. Maria Crocifissa) nel sentire, nell’operare, nel soffrire, nel condividere, prima gli slanci di carità nella donazione ai poveri. ai malati, agli emarginati; poi nell’impresa di fondazione della Congregazione delle Ancelle della Carità.
Nel 1997 nel Centro è venuto a formarsi pure un’Organizzazione di Volontariato denominata “Casa Gabriella”, per dare maggiore continuità e serietà al servizio, offerto tutti i giorni dell’anno e, negli ultimi sei anni, 24 ore su 24. Come è possibile questo? Perché oltre la presenza delle Ancelle della Carità, opera quella numerosa schiera di volontari (donne, uomini, giovani), sensibili ai problemi sociali e cristiani della fraternità e della condivisione che di giorno o di notte, in casa o sulla strada, con bambini o con adulti, danno la loro gratuita disponibilità.
I Servizi offerti da questo Centro di Prima Accoglienza, mirano alla socializzazione, all’alfabetizzazione, alla formazione, all’inserimento scolastico dei bimbi e dei ragazzi; così pure avviano le famiglie di immigrati alla conoscenza e all’uso mirato dei Servizi pubblici attivi sul territorio. Nell’insieme, tendono ad arginare la precaria situazione di tante nuclei privi del necessario, lesi nei loro diritti fondamentali, per immetterli in un tessuto sociale adeguato; sanare, nel limite del possibile, situazioni di donne sole, impigliate in situazione disastrose, favorendo nell’insieme la dignità morale e fisica delle stesse, facilmente frustrate ed indifese.
In sintesi “Casa Gabriella si occupa di emarginazione grave: tiene sempre le porte aperte e il cuore spalancato per dare, nel limite delle sue possibilità, risposte giuste al tempo giusto...
Casa Emmaus onlus
Casa Emmaus viene aperta il 9 settembre 2004 a Mompiano (BS). L’idea di avviare una simile opera nasce dalla costante rilevazione dei bisogni emergenti ed urgenti che giornalmente vivono le donne che si trovano ristrette in carcere.
Esiste la possibilità, quando abbiano scontato metà della pena inflitta, di usufruire di giornate di permesso premio, o di alcuni giorni fuori dal carcere per la prova lavoro.
Spesso la richiesta è di una abitazione dove vivere gli arresti domiciliari o in detenzione domiciliare. Oppure la necessità è di un sostegno abitativo e lavorativo a fine pena.
Per tali motivi l'Istituto Ancelle della Carità ha deciso di mettere a disposizione una casa e alcune suore che, insieme a persone qualificate e volontarie, si occupino dell'intera gestione.
Questa casa famiglia vuole essere un mezzo ed un aiuto alla singola persona 'per riacquistare stabilità e sviluppare capacità ed abilità personali, sostenendo la ricerca di motivazioni e valori finalizzati al miglioramento delle proprie condizioni di vita.
Riteniamo fondamentale l'accoglienza in un luogo positivo e propositivo che permetta progetti personalizzati e la possibilità di assaporare quel minimo di sicurezza necessaria alla conquista di una vita serena.
La chiamiamo Casa Emmaus perché siamo convinte che questo nostro cammino ha per compagno il Risorto e perché sappiamo che è nel gesto dello spezzare insieme il pane che possiamo accogliere ed essere accolte.
Ci sostiene la gioia di questo nuovo inizio. Vogliamo insieme camminare verso un futuro possibile, nella certezza di essere avvolti in un Amore senza misura, che ci abbraccia tutti.
Casa della Fraternità - Croce Rossa Italiana
La presenza delle Suore Ancelle della Carità nella struttura “Casa della Fraternità” Croce Rossa Italiana di Salò risale al marzo 1932.
Qui vengono educati bambini e ragazzi, da 0 a 16 anni, in vista della “restituzione” alla società, con il reinserimento nella propria famiglia d’origine, con l’affidamento ad altra famiglia oppure all’adozione. I bambini/e ed i ragazzi/e (in netta maggioranza stranieri) vengono inseriti dai Servizi Sociali e dai Tribunali. Sono bambini e ragazzi calpestati nella loro dignità, rifiutati, abbandonati, violentati, venduti, maltrattati, ragazzi che lasciano da soli la loro terra e rischiano la devianza. Qui trovano protezione, accompagnamento educativo, aiuto psicologico per poter ripercorrere la propria storia e ritrovare la propria identità in un ambiente caldo di affetto, con forte interazione con le realtà locali: scuola, associazioni sportive, oratorio.
La Comunità di Pronto Intervento è sempre disponibile 24 ore su 24 ad accogliere bambini in imminente pericolo di danno, oppure ragazzini inseriti dalla Polizia, dai Carabinieri o dalla Questura.
La presenza delle Ancelle della Carità in mezzo a questa “infanzia negata” è quella di offrire “ due ginocchia” affinché il sonno di questi piccoli non venga turbato, il loro volto ed il loro cuore non venga deturpato dalla cattiveria umana.
Di giorno, soprattutto al mattino, accogliamo i bambini di mamme straniere con lavoro incerto od in cerca di impiego. Esse non possono sperare nella “lista d’attesa” dell’Asilo Nido Comunale poiché la logica è: “Niente lavoro, niente denaro, niente nido”. Così apriamo la porta e diamo un piccolo segno di speranza anche ad esse.
Durante la settimana accogliamo inoltre bambini e ragazzi per il servizio mensa e per l’esecuzione dei compiti (sostenuti da volontari insegnanti) delle scuola dell’obbligo e Superiore.
La struttura ha inoltre la possibilità di ospitare quattro mamme con bambini. Di solito sono madri con situazioni di violenza e di pericolo imminente per sé e per i propri figli.
Accoglienza badanti
Il gran flusso migratorio di donne provenienti dall'Est Europeo, oltre che dai Paesi dell'Asia e dell'Africa, tutte accomunate dall'urgente richiesta di un lavoro e di una abitazione, non ha lasciato insensibili le Ancelle, memori dell'esempio della Fondatrice, che aiutava le ragazze povere a trovare un lavoro dignitoso.
La Congregazione ha reso disponibile una sorella per aiutare, nel limite del possibile, a trovare un lavoro a persone di culture e religioni diverse, troppo spesso colpite dalla solitudine, dalla miseria e dal pensiero della famiglia lontana.
Questa l'opera della suora che si dona non solo per aiutare queste persone nella ricerca di un'onesta attività lavorativa, ma anche per un riscatto che trova forza nella fede, negli insegnamenti morali, nella vita.
Non manca l'affiancamento generoso di alcune persone già da tempo presenti nella nostra società, che hanno la medesima provenienza e quindi conoscono lingua e cultura, per giungere ad una rispettosa e serena integrazione nel nostro contesto sociale.
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170° Anniversario di Fondazione dell'Istituto
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